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Tutta colpa di Marta e del suo amico

Eccomi qui, dopo un po’ di assenza, che non sarà tempo sprecato. Ho viaggiato, in questo periodo. Sto preparando nuovo materiale da condividere con voi, soprattutto dalla Grande Mela, New York. Torno con questo breve post, per segnalarvi un blog di due giovani ragazzi con l’amore per i viaggi. Sono miei studenti all’Università di Pavia (già, con BlogEat non si campa, devo lavorare, e amo insegnare, trasferire conoscenza). In fondo, anche scrivere su un blog è trasferire conoscenza, è condividere pensieri, emozioni, dettagli ai più insignificanti. Ecco spiegato perchè scrivo qui. Torniamo a noi. Chi sono questi due ragazzi? A dire il vero non conosco i loro nomi (forse, lei si chiama Marta, l’ho visto in un posto sulla rete, e fra poco capirete dove). Non voglio mai conoscere i nomi dei miei Studenti (con la S maiuscola, perchè sono una risorsa, sono il futuro del nostro Paese e vanno trattati solo come le “cose” preziose meritano. Credo che l’anonimato, via via decrescente, salvaguardi l’imparzialità.

Mi sono perso di nuovo. Marta e il suo collega hanno aperto un bel blog di racconti di viaggio. E’ molto ben scritto e ve lo consiglio. Magari, da cosa nasce cosa! Bravi ragazzi!

Ecco il link a #lovelatitude, alla pagina dove il ragazzo spiega perchè p “tutta colpa di Marta”: https://lovelatitude.wordpress.com/2017/10/27/tuttacolpadilei/

New York City e’ sempre New York City…

Eccoci, un pochino provati dal jet-lag, non lo nascondiamo, ma sempre soddisfatti ritrovandosi al centro della Citta’ che non dorme mai”. L,arrivo a New York non e’ stato dei migliori questa volta: il nostro aereo (un bellissimo Airbus A330 Alitalia) e’ rimasto fermo nell’area di sosta a lato della pista piu’ di un’ora, in attesa che si liberasse il fingere che ci facesse sbarcare. L’attesa non e’ stata tempo sprecato. Chi ama gli aereri come il sottoscritto – il vostro Eatter One – ha avuto modo di scattare numerose foto agli aeromobili che atterravano di fianco a noi, concentrandosi soprattuto su “sua Maesta.”, l’A380 di Airbus.

Una volta sbarcati, dopo aver assolto il dovere dei controlli di rito (abbiamo scoperto una piacevole novita': se siete titolari di un ESTA rinnovato potete far tutto con delle macchinette automatiche, molto veloci….) siamo usciti dal JFK con l,Airtrain, da prendere fino ad Howard Beach, dove si trova la connessione con la subway A. Presa in direzione Manhattan, ci siamo fermati alla fermata J Street Metrotech, dove si trova la facolta’ di Ingegneria della New York University. Qui abbiamo incontrato amici Newyorkesi di lunga data e anche lavorato un po’, prima di dirigerci nell’appartamento di Lorimer street a Brooklin (il vostro Eatter One, che per diletto scriove di cibo e bei posti, in realta’ e’ un ingegnere e, ogni tanto, deve anche lavorare.

Nei prossimi giorni avrete un dettagliato resoconto della nostra avventura a NYC! Stay tuned!

Amelia Falco sbarca in Lomellina, direttamente da Masterchet Italia 4

Ci stiamo preparando ad un grande evento nel campo dell’enogastronomia di alto livello. Si tratta dell’apertura di un nuovo Ristorante, a Sannazzaro dè Burgondi, piccola cittadina immersa fra le risaie della lomelina, in provincia di Pavia. Punto di forza del ristorante Ottocentodieci, scelto dalla titolare Annalisa Magri perchè rappresenta la distanza in chilometri che separa Sannazzaro dalla sua terra, Napoli, sarà la presenza di Amelia Falco, che curerà  i menù del Ristorante  con l’obiettivo di deliziare, con delicatezza, i nostri palati. Amelia è un volto molto noto agli appassionati di cucina, perchè “sbarca” a Sannazzaro direttamente da Masterchef Italia 4, dove si è classificata terza, superando le prove giudicate dagli Chef  Carlo Cracco, Bruno Barbieri e Joe Bastianich. Ecco a voi il comunicato stampa preparato da Annalisa e dal suo Staff. A presto con il resoconto completo e…un’intervista ad Amelia!

AMELIA FALCO DA MASTERCHEF ALLA TERRA DELLE RISAIE: SUO IL MENÙ DEL RISTORANTE OTTOCENTODIECI

Dal podio del più famoso talent show culinario al cuore della terra del riso: Amelia Falco, terza classificata a Masterchef Italia 4, crea in esclusiva i piatti per il menù di Ottocentodieci, il nuovissimo ristorante di Hotel Eridano a Sannazzaro de’ Burgondi (Pv). Un’avventura di gusto e raffinatezza che prenderà ufficialmente il via nella serata di domenica 17 luglio, quando si celebrerà l’esclusivo opening event del locale. Alla presenza della stessa Amelia, andrà in scena un momento di festa che ha l’obiettivo di presentare a un selezionato parterre il progetto targato Eridano, con la partnership di riso Acquerello e della cantina Travaglino.

Originaria di Piana di Monte Verna (Caserta), Amelia Falco firma un menù di alto profilo improntato al dialogo tra due differenti universi gastronomici. Da un lato la tradizione campana, dall’altro i sapori tipici della Lomellina: un esperimento di “cucina fusion” al cento per cento tricolore, nel segno della contaminazione creativa, della reinterpretazione culinaria, del connubio fra eccellenze regionali.

“Alla base dei piatti che ho ideato – dichiara Amelia – c’è una precisa filosofia. Ho voluto creare un ponte tra i prodotti territoriali lomellini e la cucina partenopea, con un occhio di riguardo alla stagionalità. Il menù à la carte sarà disponibile già dal giorno successivo all’inaugurazione, vale a dire dal prossimo 18 luglio”.

“L’accurata selezione delle materie prime, l’impiego di prodotti a chilometro zero e la continua ricerca in ambito gastronomico – spiega Annalisa Magri, titolare di Hotel Eridano – sono aspetti che rientrano a buon titolo tra le nostre prerogative. Vogliamo offrire agli ospiti il meglio delle tradizioni locali a cui ci ispiriamo, affidandoci anche alla fantasia e al naturale talento di Amelia. È per me un onore averla al fianco in questa nuova iniziativa: al di là della veste televisiva, è davvero una chef straordinaria e sa trasmettere a chi lavora con lei un entusiasmo trascinante”.

Trentamila persone in ogni angolo d’Italia seguono quotidianamente sui social Amelia Falco, la ventisettenne campana che tra il dicembre del 2014 e il marzo dello scorso anno ha scalato le tappe dello show di Sky fino ad arrivare alla finalissima, tra i più che meritati complimenti del severo terzetto di giudici. Campionessa di popolarità, ha vinto e convinto grazie a una non comune passione per la cucina, amore trasmessole dal padre e diventato in breve una professione.

Ora Amelia ha scelto la Lomellina per mettere a frutto la consapevolezza dei propri mezzi, sposando un progetto che si preannuncia contrassegnato dalla massima originalità. Il tutto sullo sfondo di spazi accoglienti, freschi ed eleganti, studiati in ogni minimo dettaglio proprio per amplificare le atmosfere di un’esperienza unica. Ottocentodieci vuole infatti essere un contenitore di vitalità, con il dato culinario a fare da epicentro a un corredo di emozioni declinate su più dimensioni. Non solo buona tavola, ma buon gusto a 360 gradi.

WOMEN FOR ITALY LANCIA UN CONTEST PER TROVARE “IL GRANDE PRANZO DELLA DOMENICA ITALIANA”

Oggi pubblichiamo molto volentieri un articolo che riguarda un’iniziativa interessante nel contesto di EXPO 2015. Leggete e lasciate i vostri commenti!

WOMEN FOR ITALY LANCIA UN CONTEST PER TROVARE

“IL GRANDE PRANZO DELLA DOMENICA ITALIANA”

Giuria eccellente e tutta al femminile per un menu da presentare ad Expo, al Padiglione Italia

Women for Italy. Nutrire il futuro è un progetto culturale indipendente che, partendo dai temi cardine di Expo, mira a contribuire alla formazione di una coscienza alimentare responsabile, con riferimento a temi forti come l’agricoltura sostenibile, il diritto al cibo, lo spreco alimentare, la sicurezza dei prodotti, il riciclo e la tutela dell’ambiente.

Il progetto pone al centro la donna: responsabile del 70% delle scelte di consumo, nella sua molteplicità di ruoli può influenzare positivamente i comportamenti sociali e farsi guida del cambiamento, per dare vita a nuovi stili di vita e a nuove forme di economia sostenibili per il futuro del pianeta.

La prima iniziativa prevede un contest online, che mira alla creazione del ‘Grande Pranzo della Domenica Italiana’, come lascito a Expo 2015. Tutti gli appassionati di cucina, donne e uomini, possono partecipare con creatività, per far riscoprire le proprie tradizioni e i propri territori di appartenenza, inviando la propria ricetta, che farà parte del menu ideale composto da quattro portate: primo, secondo, contorno, dolce.

La giuria del contest è tutta al femminile e assolutamente eccellente. Per la prima volta sono state riunite a giudicare le ricette inviate:

  • Gabriella Bugari, Presidente dell’associazione Lady Chef che raggruppa oltre mille chef professioniste su tutto il territorio italiano
  • Cristina Bowerman (Ristorante Glass, Roma)
  • Marzia Buzzanca (Ristorante Percorsi di Gusto, L’Aquila)
  • Danila Lanci (Enologa)
  • Elena Martusciello (Presidente Associazione Le Donne del Vino)
  • Aurora Mazzucchelli (Ristorante Marconi, Sasso Marconi)
  • Stefania Moroni (Ristorante Il Luogo di Aimo e Nadia, Milano)
  • Valeria Piccini (Ristorante Da Caino, Montemerano)
  • Viviana Varese (Ristorante Alice, Milano)
  • Marianna Vitale (Ristorante Sud, Quarto)

coordinate dalla giornalista ed esperta di gastronomia Roberta Schira.

 

Il contest prevede 3 fasi:

1° fase – maggio 2015: RACCOLTA RICETTE

Entro il 31 maggio tutti coloro che vogliono partecipare alla creazione del menu de ‘Il Grande Pranzo della Domenica Italiana’ possono inviare le proprie ricette tramite il sito ufficiale www.womenforitaly.com.

 

2° fase – giugno 2015: DEFINIZIONE MENU “IL GRANDE PRANZO DELLA DOMENICA ITALIANA”

La giuria selezionerà le quattro portate vincitrici (antipasto, primo, secondo e dolce) per la creazione del menu ideale della domenica italiana. Le ricette verranno valutate secondo i criteri di facilità di esecuzione, descrizione chiara e sintetica, originalità degli ingredienti o delle tecniche di esecuzione, eticità, tradizione e valore storico-territoriale. Costituiranno plus il racconto di curiosità legate agli ingredienti, l’invio di ricette anti-spreco o “di recupero”, l’utilizzo di prodotti del territorio dimenticati o da salvare.

 

3° fase – ultima settimana di giugno 2015: EVENTI PRESSO EXPO E FOUR SEASON MILANO

‘Il Grande Pranzo della Domenica Italiana’ sarà presentato ufficialmente dentro Expo nel Padiglione Italia e cucinato fuori Expo durante la serata evento GRAN PRIX che si terrà presso l’Hotel Four Seasons di Milano.

 

Considerato di grande valore divulgativo, Women for Italy. Nutrire il Futuro è sostenuto dai patrocini di MIPAAF, Expo 2015 con l’estensione a Women for Expo e Comune di Milano.

Per maggiori info consultate il sito: http://www.womenforitaly.com/it/

Seguite l’iniziativa sui canali social ufficiali

Facebook: https://www.facebook.com/womenforitaly

Twitter: https://twitter.com/Women_For_Italy

Viaggiare con l’aiuto di un Personal Food Advisor/Travelling with help of a Personal Food Advisor

Special Keyboard - HelpIl cibo e l’arte culinaria possono essere un viaggio. Nel viaggio. A chi di noi (golosi) non è mai capitato, in prossimità della partenza per una meta sconosciuta, di mettersi in rete a cercare informazioni sui cibi tipici della zona che avremmo visitato, con le solite domande che frullavano in testa: “chissà cosa si mangerà? Quali saranno i piatti tipici? Sarà caro?”. Queste domande spingono sempre il viaggiatore a documentarsi, per arrivare preparato al momento del test con il cibo locale. Il fiorire dei blog come il nostro ha, senz’altro, agevolato la diffusione di informazioni attendibili, perché, quasi sempre, sono scambiate fra chi un certo luogo lo ha davvero visitato, da chi nel tal ristorante ha davvero cenato, e riporta le piacevoli esperienze vissute o i disagi affrontati. Sicuramente, orientarsi fra le innumerevoli offerte di un luogo che non si conosce è difficile. Immaginiamoci un turista che vuole visitare la Città Eterna, la nostra bellissima Roma.notte Romana Cosa fa? Senz’altro prepara un meticoloso piano per sfruttare al meglio le giornate di permanenza, riempiendole con il maggior numero possibile di monumenti e punti di interesse da vedere. Il Colosseo, Fontana di Trevi, i Fori Imperiali, San Pietro e il Papa… Molte volte, si affida ad una guida locale che preparerà le tappe del tour, per il gruppo o per i singoli, con meticolosa precisione. Anche in campo enogastronomico si sta sviluppando questo modo di pensare, orientato a visitare i ristoranti tipici più conosciuti e dibattuti in rete o sulle guide. Si tratta di un lavoro meticoloso, quasi al pari di quello che è necessario per stabilire le tappe storico/culturali del viaggio. Sta prendendo forma, proprio per rispondere a questa esigenza, una nuova figura, formata sulle caratteristiche del cibo locale e dei luoghi tipici dove è possibile gustarlo al meglio. E’ una figura così nuova che, oltre ad essersi guadagnata una pagina intera sull’Herald Tribune, grazie alla penna curiosa di Jeff Gordinier, non ha ancora un nome ben definito. Jeff parla di “food sherpa”, cioè di veri e propri “santoni del cibo”, con un profilo culturale di esperti enogastronomici che lavorano nelle grandi capitali del mondo e sono a disposizione dei turisti, solitari o in gruppo, per accompagnarli alla scoperta delle tipicità locali come fossero monumenti o opere d’arte. Accaparrarsi i servizi di un food sherpa può essere abbastanza costoso. Orientativamente, si può arrivare anche a 75-100 dollari per persona o a 1000 dollari per un piccolo gruppo. Capite bene che si tratta, più o meno, del costo di una cena in un ristorante con tanto di stella Michelin. I pacchetti offerti possono includere anche il costo delle cene. I nuovi esperti enogastronomici sono presenti in tutti i continenti, soprattutto nelle città tradizionalmente culla di chef rinomati che, da soli, possono valere il viaggio. Come potrebbe, un food sherpa londinese, non programmare una puntatina da Nobu in Berkeley Street o uno romano una visita al tre stelle Michelin in cima all’Hotel Hilton, il famosissimo “La Pergola” nella cui cucina regna incontrastato Heinz Beck? La professione del food sherpa, che sta acquisendo importanza man mano che l’aspetto enogastronomico diventa centrale nella programmazione dei viaggi da parte dei turisti è il sogno di ogni food blogger, di chi scrive di cibo per passione: rappresenta l’unione dell’utile al dilettevole, la possibilità di arrotondare le proprie entrate accompagnando le persone a scoprire ciò che lo sherpa conosce benissimo e ama: la cucina e il cibo della sua terra. Se vi affidate ad un esperto, vi consigliamo di sceglierlo “autoctono”, cioè direttamente del luogo che andrete a conoscere. Probabilmente, se scrive di cibo da anni, sarà partito, come noi del resto, da un’indagine approfondita dell’offerta della sua zona. La conoscerà meglio di chiunque altro e saprà portarvi nei posti migliori e più caratteristici, evitandovi brutte sorprese e delusioni. Mentre scriviamo abbiamo avuto un’illuminazione. imagesSe le signore che arrivano in città cercano un “personal shopper” per destreggiarsi nelle vie dello shopping più famose, perché non deve essere lo stesso per chi presta particolare attenzione al cibo, considerandolo una parte imprescindibile del viaggio? Potremmo parlare di Personal Food Advisor, che ne dite? Un consulente personale in fatto di cibo, pronto ad accoglierci in ogni angolo della terra. Anche l’acronimo suona bene. PFA. Che ve ne pare? Di sicuro, posso dirvi che, se avessi avuto un PFA appena sbarcato all’aeroporto di Helsinki Vantaa, in Finlandia, forse mi avrebbe portato subito da Viola o da Aino, non dovendo vagare senza meta la prima sera, cercandomeli da solo a fatica. Lo staff ed io ringraziamo Jeff Gordinier e l’Herald Tribune per questo interessante spunto. Un’ultima cosa: se passate da Milano, meglio ancora in Provincia di Pavia, contattatemi. Sarò lieto di essere il vostro nuovo Personal Food Advisor, in breve il vostro PFA! Perché li chiamano food sherpa, ma adesso un nome più adatto lo potremmo avere trovato, no?

Travelling with a Personal Food Advisor

The food and the culinary art can be a trip. In the journey. Who of us (greedy) has never happened, near the departure for a new destination, to seek information on the net about the foods typical of the area to be visited, with the usual questions in mind: “I wonder what you eat? What are the typical dishes? Will be dear? “. These questions always pushes the traveler to obtain information, to arrive prepared at the time of the test with the local food. The flourishing of blogs like our has, of course, facilitated the dissemination of reliable information, because, almost always, those who are exchanged between a certain place has really visited by those who really have dined in this restaurant and gives the pleasant experiences or difficulties faced. Surely, navigate through the many offers of a place that you do not know is difficult. Imagine a tourist who wants to visit the Eternal City, the beautiful Rome.  Fontana di treviWhat does it do? Certainly prepare a meticulous plan to make the most of the days of stay, filling them with the greatest possible number of monuments and points of interest to see. The Colosseum, the Trevi Fountain, the Roman Forum, St. Peter and the Pope … Many times, relies on a local guide who will prepare the stages of the tour, the group or individual, with meticulous precision. Also in the food and wine is developing this way of thinking, oriented to visit local restaurants most popular and debated in the network or on the guides. It is a meticulous, almost equal to what is needed to establish the important historical / cultural trip. Is taking shape, in order to respond to this need, a new figure, formed on the characteristics of local food and typical places where you can enjoy it at its best. It’s a figure so new that, in addition to having earned a full page Herald Tribune, thanks to the Jeff Gordinier’s curious pen, a name has not yet well defined. Jeff talks about “food sherpa”, that is true “holy men of food,” with a cultural profile of food and wine experts who work in the great capitals of the world and are available to tourists, solitary or in groups, to accompany them to the discovery of local features as if they were monuments or works of art. Gaining the services of a food sherpa can be quite expensive. As a guide, you can also get to 75-100 $ per person or  1,000 $ for a small group. You understand that it is, more or less, the cost of a dinner at a restaurant with a Michelin star. The packages offered may also include the cost of the dinners. The new food and wine experts are present in all continents, especially in cities traditionally the birthplace of renowned chefs who, alone, can be worth the trip. How could a food sherpa operating in London, not plan a detour from Nobu in Berkeley Street or a visit to a Roman bath three Michelin stars at the top of the Cavalieri Hilton Hotel, the famous “La Pergola” in whose cuisine reigns supreme Heinz Beck? The profession of food sherpa, which is gaining in importance as the wine and food aspect becomes central in the planning of trips by tourists is the dream of every food blogger, who writes about food for passion: it represents the union of profit pleasure, the possibility to round off its revenue accompanying people to find out what the Sherpa knows very well and loves: the kitchen and the food of his homeland. If you rely on an expert, you should choose “native”, ie directly in the place you are going to know. Probably, if writes about food for years, will party like the rest of us, by a thorough investigation of its supply area. Will know better than anyone else and will take you to the best and most characteristic, eliminating nasty surprises and disappointments. As we write, we had an epiphany. If the ladies who come to the city looking for a “personal shopper” to juggle in the most famous shopping streets, why should not it be the same for those who pay close attention to the food, considering it an essential part of the trip? We could talk about Personal Food Advisor, shall we? wineA personal consultant in food, ready to welcome us in every corner of the earth. Even the acronym sounds good. PFA. What do you think? For sure, I can tell you that if I had a PFA just landed at the airport in Helsinki, Finland, maybe it would take me immediately by Viola or Aino, not having to wander aimlessly on the first night, cercandomeli alone with difficulty. The staff and I thank Jeff Gordinier and the Herald Tribune for this interesting insight. One last thing: if you go to Milan, even better in the Province of Pavia, contact me. I will be happy to be your new Personal Food Advisor, in short your PFA! Why call them food sherpa, but now a more fitting name could have found him, right?