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Successo per la “Notte Bianca” di Garlasco (PV)

Un momento della notte bianca

Un momento della notte bianca

Gli organizzatori parlano di 8 mila persone. Tanti sono stati i visitatori della 3^ Notte Bianca di Garlasco, piccolo centro della Provincia di Pavia, a una trentina di km da Milano. Il numero è di quelli che possono impressionare, se si considera che la cittadina conta circa 9500 abitanti (neonati inclusi). E’ come se un’altra Garlasco si fosse riversata per le vie del centro a far baldoria fino a notte fonda. In ogni angolo del centro storico e delle vie laterali si potevano trovare attrazioni per adulti e bambini, in una piacevole serata all’insegna della condivisione. Tutti in strada, in amicizia per “Vivere Garlasco sotto le Stelle”. Noi di Blog Eat ci siamo stati ed era davvero tutto così. Il serpentone di persone era ininterrotto lungo tutto Corso Cavour, arteria centrale, dalla periferia verso Pavia fino alle ultime case verso Mortara. Ogni strada ha cambiato nome per una notte, diventando un’area a tema, come in un vero paese dei balocchi. Birra di qualità a fiumi da Todo Mundo (molti “autoctoni” capiranno meglio se diciamo “dal Pelo”). B spostarsi pochi metri più avanti e, ad attendere i visitatori, c’erano Giorgio Cani e gli uomini della “Confraternita del Pursè Nègar” alle prese con salamelle e leccornìè a base di carne del tipico suino garlaschese (a cui dedicheremo un post). Bastava proseguire verso il semaforo per incontrare mangiafuoco e giocolieri, che facevano rimanere a bocca aperta i bambini. Spettacolo sensuale di pool dance (ragazze in abitini molto “estivi” ad esibirsi in giravolte accostate ad un palo) in piazza della Repubblica. Dopo il divertimento, per chi avesse avuto ancora un piccolo languorino, ecco la sorpresa: poco distante era ancora Platone a calare l’asso sul tavolo. Guardiamo bene e….sì sì, è proprio una “porchettona” di 46 chili a campeggiare di fronte alle vetrine del wine bar… I kg diminuiscono di minuto in minuto, la porchetta si accorcia sotto i colpi di coltello di un signore che ci hanno detto essere il papà del titolare. Sino alle 4 del mattino, quando gli ultimi “nottambuli” vengono invitati dalla Polizia Locale ad alzarsi. E’ quasi mattina, hanno cantato i primi galli. La notte Bianca è finita. Si torna a casa, in attesa della prossima edizione. Magari dopo essere passati da Guardamagna per un trancio di pizza sotto le stelle.

The organizers talk about 8000 people. So many people have visited the 3rd White Night Garlasco, a small town in the Province of Pavia, about thirty kilometers from Milan. The number is one that can impress, when you consider that the town has about 9500 inhabitants (babies included). It ‘s like another Garlasco had poured into the streets of downtown to revel into the night. In every corner of the old town and the side streets you could find attractions for adults and children, a pleasant evening of sharing. Everyone in the street, for friendship “Garlasco Living under the Stars.” We Eat Blog we were there and it was really all that. The snake of people was uninterrupted throughout Corso Cavour, the central artery, from the periphery to Pavia until the last houses to Mortara. Every street was renamed for one night, becoming an area themed like a real Toyland. Beer quality in rivers from Todo Mundo (many “native” will understand better if we say “from Hair”). B move a few meters further, and to await the visitors were Giorgio Dogs and men of the “Brotherhood of the purse Negar” struggling with sausages and meat delicacies of typical pig garlaschese (to which we will devote a post). It was enough to drive to traffic lights to meet eaters and jugglers, who were to remain open-mouthed children. Entertainment sensual pool dance (girls in dresses very “summer” to perform in gyrations juxtaposed to a pole) in the Republic Square. After the fun, for those who still had a little peckish, here’s the surprise: it was still not far Plato to drop the ace on the table. Let us look good and yes …. yes, that’s a “porchettona” of 46 pounds to camp in front of the windows of the wine bar … I kg decreased by the minute, the pork will shrink under the blows of the knife of a gentleman who told us to be the father of the owner. Up at 4 am, when the last “night owls” are invited by the local police to get up. It ‘s almost morning, they sang the first roosters. The White Night is over. He comes home, waiting for the next edition. Maybe after you have passed on Guardamagna for a slice of pizza under the stars.

A Sorrento il Crowdsourcing della cucina italiana

È nato a Sorrento, sotto il sole della Costiera Amalfitana, un progetto di forte impatto sulla cultura enogastronomica del Bel Paese. All’Università della Cucina Mediterranea (UCMed), dove ha sede un importante centro di formazione per professionisti della cucina ma anche per neofiti, si sta sperimentando il “crowdsourcing”. Anche se, in realtà, i progetti attivati da UCMed sono molti (si va dalla formazione alla sicurezza alimentare, in questo post cerchiamo di capire meglio di cosa si tratti. Le Aziende, per ottimizzare le loro risorse, tendono a conferire all’esterno gli incarichi per taluni compiti, che sarebbe troppo oneroso e poco efficiente affidare a risorse interne. Questa politica prende il nome di “outsourcing”, che significa proprio “conferire all’esterno l’incarico di svolgere un compito”, Ecco che, unendo questo termine di uso abbastanza comune e il termine “crowd”, che in inglese significa “folla”, si ottiene il novo concetto di Crowdsourcing, che consiste nell’ affidare un compito all’esterno dell’azienda, ma non ad un soggetto preciso, ad una “massa” di persone che operano e si interfacciano utilizzando i mezzi di comunicazione più moderni. Secondo la concezione di UCMed, però, questo approccio doveva essere modificato, applicando il principio che l’interazione dovesse essere sì fra i soggetti “diffusi” sulla rete, applicando però criterio della prossimità, per non perdere di vista il valore della conoscenza diretta fra le persone. Diffuso, dunque, ma non troppo. Ecco la definizione di Crowdsourcing di prossimità. Dall’applicazione di questa filosofia nasce il progetto di Sorrento, nel quartier generale del Conca Park Hotel. Qui, l’Università della Cucina Mediterranea cerca di valorizzare uno dei più importanti patrimoni nostrani, il cibo prearato con ottime materie prime italiane, formando giovani destinati a diventare di successo. Sono previsti corsi profesionalizzanti, per chi vuol fare della cucina italiana una professione ma anche corsi per amatori che, come chi scrive, spendono un po’ del loro tempo ad imparare i sapori e i loro accostamenti, dilettandosi a costruire un abito adatto a ciascun piatto. Non manca l’ambizione di far conoscere (come è giusto che sia) la nostra cucina agli amici stranieri, che diventano Tourists in the kitchen. Siamo sicuri che i turisti stranieri in cucina si troveranno a loro agio. Un sincero “bravi!” agli amici di UC Med e allo Chef Cataldo Mascolo del Conca Park Hotel.

Filippo La Mantia lascia i fornelli e va in tv?

Filippo La Mantia lascia il Majestic

Filippo La Mantia lascia il Majestic

La notizia è di quelle che possono rovinare la giornata agli amanti dei ristoranti di charme. Filippo La Mantia ha comunicato, nel corso di una conferenza stampa, che lascerà il suo posto da chef nella cucina del ristorante all’ l’hotel Majestic di Via Veneto a Roma. Gli estimatori del pesto di agrumi dello Chef dovranno farne a meno? Pare proprio di sì. La Mantia ha lasciato poche speranze, anche a chi lo segue da anni. Nel suo futuro c’è un programma tivù, “The Chef”, che sarà trasmesso da La7 a partire da settembre e che Filippo registrerà a luglio. Il programma sarà con l’amico Chef Davide Oldani, del famoso ristorante D’O. Chissà per quanto La Mantia resiterà lontano dai fornelli, quelli veri, e dalla sua brigata. Lo dirà il tempo se l’artista La Mantia sia un fotografo solo prestato alla cucina o uno chef per la vita. Forse, allora, qualche speranza per gli amanti dei suoi piatti senza aglio e cipolla, c’è. In bocca al lupo Filippo!