Nobu Londra – Berkeley Street

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It was 2009, April, and I was in the company of two colleagues, visiting the University of Cambridge. How not to plan a move to London? So it was, I must say that Nobu was my first experience with Japanese food (and what a first experience, you say). Exceptional, I will just have to go into the details. Even before we left, one of my colleagues told me that she would have accepted the challenge to me to try raw fish (not much loved by me, to be honest). Then I started to take a look at the various “Japanese” in the capital of the United Kingdom and I realized, from the bottom of my (at that time) proverbial inexperience, that there was this Nobu, according to many the epitome of sushi and sashimi. I tool to quickly go there, unbeknownst to my friend. Obviously, given the need for a reservation well in advance, there wasn’t a table. Patience, I told myself, go to the adventure. At the end of our tour of sightseeing and shopping in Hamley’s, London Eye and Buckingham Palace, we head to Berkley Street at least to see this “temple of Japanese food.” Local also kept outside, very fashionable, with a red carpet entrance and officers in dark suits to accommodate customers, directing it inside, from a girl who runs reservations. Let’s try to come in and, with extreme courtesy, we are told that, unfortunately, there are no tables available. Do not give up and go back outside. And it is precisely here that the evening was a turning point. While we are coming out, I realize that the guy in a dark suit outside has a nice accent Calabrian born and soon an agreement. After a bit of knowledge and a chat, pleasant clicks the million pounds question, “Do you believe that there is nothing to be done to get a table?”. The boy leaves us for a moment and tells us to come back from the hostess inside. “If you wish, we can give you a table at 6.45 pm, which you should kindly vacate by 9 pm”. It ‘s done. We enter the temple world of Japanese food. We order sushi and sashimi, in a warm, welcoming and very sought after. The service is quick and the quality of the food excellent. Even like to me that I did not love (neither at that time nor now…) the raw fish. The dish is served in a very choreographed, with the classic wasabi and soy sauce; to complete the gastronomic picture a bowl of rice very fragrant (probably tahi bonet). We allow ourselves bubbles in a special evening; we drink Italian wine, white bubbles in honor of our land and the kindness shown by the guy who helped us in this endeavor. Fair price, I think £ 60 a head to eat in the Japanese perhaps most famous in the world. The restaurant is on the first floor of a handsome building in Berkley Street, downstairs is a refined lounge bar, where, at the time of our visit, worked another Italian boy, Jury. After dinner we moved on the recommendation of the staff room that has thought about how to ensure the continuation of the evening, right in the room below, where Jury was waiting for us with a Mojito that rivals the original. Great wine and food experience, in a place where everything works perfectly and where it seems, really, to live in a magic that you’d like it would never end!

Ah sì, questa è stata proprio una bella avventura, già per come è nata… Era il 2009, aprile, e mi trovavo in compagnia di due colleghe, in visita all’Università di Cambridge. Come non programmare un passaggio a Londra? Così è stato; devo dire che Nobu fu la mia prima esperienza con il cibo giapponese (e che prima esperienza, direte voi). Eccezionale, ve la devo proprio raccontare nei dettagli. Ancor prima di partire, una delle mie colleghe mi dice che avrebbe accettato la sfida di farmi provare il pesce crudo (da me non molto amato, a dire il vero). Allora comincio a dare un’occhiata ai vari “giappo” della capitale del Regno Unito e mi accorgo, dal basso della mia (allora) proverbiale inesperienza, che c’è questo Nobu, a detta di molti il non plus ultra del sushi e del sashimi. Mi attrezzo rapidamente per andarci, all’insaputa della mia amica. Ovviamente, data la necessità di una prenotazione con congruo anticipo, non c’era posto. Pazienza, mi dissi, andremo all’avventura. Al termine del nostro giro di visite e shopping fra Hamley, London Eye e Buckingam Palace, ci dirigiamo verso Berkley Street almeno per vedere questo “tempio del cibo Giapponese”. Locale curatissimo anche all’esterno, molto modaiolo, con un tappeto rosso all’ingresso e addetti in abito scuro ad accogliere la clientela, indirizzandola all’interno, da una ragazza gentilissma che gestisce le prenotazioni. Proviamo ad entrare e, con estrema cortesia, ci viene detto che, purtroppo, non ci sono tavoli disponibili. Non demordiamo e torniamo all’esterno. Ed è proprio qui che la serata ha una svolta. Mentre stiamo uscendo, mi accorgo che il ragazzo in abito scuro all’esterno ha un bell’accento calabrese e presto nasce un’intesa. Dopo un po’ di conoscenza e quattro chiacchiere piacevoli scatta la domanda da un milione di sterline: “Lei crede che non ci sia nulla da fare per avere un tavolo?”. Il ragazzo ci lascia un attimo e ci indica di tornare dalla hostess all’interno. “Se lo desiderate, possiamo darvi un tavolo alle 18,45, che dovreste gentilmente liberare entro le 21″. E’ fatta. Entriamo nel tempio mondiale del cibo giapponese. Ordiniamo sushi e sashimi, in un ambiente caldo, accogliente e molto ricercato. Il servizio è rapido e la qualità delle pietanze eccellente. Piace persino a me che non amavo (e non amo) il pesce crudo. Il piatto viene servito in modo molto coreografico, con il classico wasabi e la salsa di soia; a completare quel quadro gastronomico una ciotola di riso molto profumato (probabilmente tahi bonet). Ci concediamo le bollicine in una serata speciale; bevimao vino italiano, bollicine bianche in onore della nostra terra e della gentilezza mostrata dal ragazzo che ci ha aiutati in questa impresa. Prezzo equo, credo 45 sterline a testa, per mangiare nel giapponese forse più famoso al mondo. Il Ristorante si trova al primo piano di un bello stabile in Berkley Street; al piano di sotto si trova un raffinatissimo lounge bar, dove, all’epoca della nostra visita, lavorava un altro ragazzo italiano, Jury. Al termine della cena ci trasferiamo, su indicazione del personale di sala che ha pensato a come garantire la prosecuzione della serata, proprio nel locale sottostante, dove Jury ci aspetta con un Mojito da fare invidia all’originale. Grande esperienza enogastronomica, in un posto dove tutto funziona alla perfezione e dove sembra, davvero, di vivere in una magia che vorresti non finisse mai!

2 thoughts on “Nobu Londra – Berkeley Street

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