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Rome Cavalieri: una culla di lusso nella Città Eterna/Rome Cavalieri: a luxury cradle in the Eternal City

Se l’oggetto della recensione è uno dei migliori Hotel di Lusso al mondo, non è certo facile scrivere un articolo per il nostro blog senza rischiare che appaia come la pagina di un romanzo. Ci proviamo ugualmente, sicuri che saprete apprezzare anche le sfaccettature più prolisse. Il luogo in questione è l’Hotel Rome Cavalieri di Roma, da molti conosciuto come Hilton.

Rome Cavalieri hall

Rome Cavalieri hall

Siamo tornati a far visita a questa struttura d’accoglienza per la terza volta, in occasione del 50° anniversario della sua costruzione, a Monte Mario, proprio nel punto più alto della Capitale, a 139 metri di altitudine. Soggiornare al Rome Cavalieri significa vivere nel massimo confort per tutto il periodo della permanenza, accompagnati dalla cortesia e dalla professionalità dello staff, sempre al posto giusto nel momento giusto. Veniamo alla nostra esperienza. Abbiamo riservato una camera con vista su Roma  (le camere sono su due lati: le “Rome View”, con vista su Roma e quelle sul lato opposto, con vista sul parco interno dell’Hotel), al settimo piano, con accesso all’Imperial Club, una struttura ricettiva riservata ai Clienti del settimo e dell’ ottavo piano dove vengono servite stuzzicherie e drinks a tutte le ore della giornata, accomodati in questo sontuoso salotto. La camera Rome View, da sola, vale senz’altro lo sforzo di raggiungere Roma.

La vista da una camera Rome View al sttimo piano

La vista da una camera Rome View al sttimo piano

La vista dal penultimo piano dell’hotel riservato alle camere (al nono piano c’è il famoso ristorante “La Pergola”, tre stelle Michelin dello Chef Heinz Beck, che abbiamo visitato nel 2009 e di cui stiamo preparando una recensione per voi) è davvero mozzafiato. ROMA HILTON  28 ago 13 060Sono ben visibili i maggiori punti di interesse della Capitale; solo per citarne alcuni: la cupola di S. Pietro, l’Altare della Patria, Trinità dei Monti in cima alla scalinata di Piazza di Spagna, il Quirinale e molti altri. Il letto è un king size che, finalmente, è “davvero” king size! Due persone faticano quasi a toccarsi stando ciascuna nella propria parte di letto! Tutti i bagni sono rivestiti con preziosi marmi, che rendono l’ambiente raffinato e molto accogliente. Tutti i prodotti da bagno sono creati appositamente per Walford Astoria da Salvatore Ferragamo, stilista italiano di fama mondiale. Le possibilità di usufruire della camera sono molto ampie. E’ possibile ricevere un curatissimo servizio in camera per colazione, pranzo, cena e, addirittura, per uno spuntino di mezzanotte. L’offerta è vasta e consente anche al cliente più esigente di trovare soddisfazione. Se, come noi, disponete di un pacchetto di tipo “Imperial”, con accesso al Club esclusivo del settimo piano, vi assivuriamo che rimarrete difficilmente in camera a pranzo e a cena perché, quando vedrete gli arredi e il famoso micromosaico del Colosseo all’interno del salone dell’Imperial Club non ve ne staccherete più. Qui dentro si viene coccolati da mattina a sera, con bevande e stuzzicherie di ottima qualità, sempre seguiti dall’ottimo personale del Cavalieri. Abbiamo particolarmente apprezzato la possibilità, per gli ospiti, di cimentarsi personalmente nella preparazione di cocktails da bere o da servire agli amici. Il micromosaicoBene, se si riesce (a fatica) ad uscire dall’Imperial Club, le sorprese che la struttura riserva sono infinite. Fra queste, particolarmente piacevole è la SPA con bagno turco, sauna, piscina coperta e idromassaggio, con accesso gratuito per tutti i Clienti Imperial e consentito a prezzo contenuto agli altri Clienti della struttura. La stagione estiva offre anche la piscina esterna (anzi, le due piscine esterne, completate da una vasca idromassaggio). Il personale dedicato, in divisa bianca, vi accoglie sistemandovi il lettino, con un materasso soffice e accogliente, nella posizione che preferite. Quando ve ne andate (siamo sicuri che sarà a malincuore) o quando arrivate, mentre gli addetti all’accoglienza si occupano del check in, alzate gli occhi e guardatevi intorno. Quadri d’autore e marmi pregiati vi faranno percepire la maestosità e il calore del luogo che state salutando o dove siete appena arrivati. 024Nel primo caso tornerete di sicuro. Nel secondo, state per iniziare un’esperienza che non vi abbandonerà certo facilmente. E tornerete, siamo sicuri che tornerete. Si dice che chi viene a Roma e getta una monetina nella fontana di Trevi deve tornare. Anche chi viene all’Hilton torna, ve lo assicuriamo! Ah, sappiamo che non si chiama Hilton, nome che aveva acquisito quando il nonno di Paris ne divenne proprietario. Lo sappiamo che si chiama Rome Cavalieri. Ma ci piace anche ricordarlo così. Auguri al Rome Cavalieri e a tutto lo Staff per il 50° anniversario!

English Version

If the object of the review is one of the best luxury hotels in the world, it is not easy to write an article for our blog without risking it looks like the page of a novel. We try anyway, confident that you will enjoy even more verbose facets .

The Cavalieri Pool by night

The Cavalieri Pool by night

The site in question is the Rome Cavalieri Hotel in Rome, known to many as Hilton. We went back to visit this structure to accommodate the third time, on the occasion of the 50th anniversary of its construction, in Monte Mario, just at the highest point in the Italian Capital, 139 meters above sea level. Staying at the Rome Cavalieri is to live in comfort for the duration of the stay, along with the courtesy and professionalism of the staff, always at the right place at the right time .
We come to our experience. We reserved a room with Rome view (the rooms are on two sides : the “Rome View”, with views of Rome, and those on the opposite side, with views of the park inside the hotel), on the seventh floor, with access to ‘ Imperial Club, a structure reserved for customers of the seventh and ‘ eighth floor, where drinks and snacks are served at all hours of the day, be my guest in this sumptuous living room. 104The Rome View room   alone is definitely worth the effort to get to Rom . The view from the penultimate floor of the hotel  reserved for rooms (the ninth floor there is the famous restaurant “La Pergola” , three star Michelin of Chef Heinz Beck, which we visited in 2009 and about which we are preparing a review for you) is truly breathtaking.  Main attractions of the capital are clearly visible, just to name a few: the dome of St. Peter , the Altar of the Fatherland, Trinita dei Monti at the top of the Spanish Steps , Quirinale and many others. The bed is a king-size bed that, finally, is ” really” king size! Two people have difficulty standing almost touching each in their own side of the bed! All bathrooms are clad with precious marbles, which makes the room elegant and very welcoming. All bath products are created specifically for Waldford Astoria by Salvatore Ferragamo, an Italian designer of world renown. The opportunity to take advantage of the room are very spacious . And ‘ possible to receive a well-kept room service for breakfast , lunch, dinner , and even for a midnight snack . The selection is vast and also allows the most demanding customer to find satisfaction . If, like us , you have a package of type ” Imperial ” , with access to the exclusive club of the seventh floor, there assivuriamo that you will hardly room for lunch and dinner because , when you see the furnishings and the famous micro-mosaic inside of the Colosseum the Imperial Club lounge Il micromosaicoyou will not be hooked on to it . In here you will be pampered from morning to night , with drinks and snacks of excellent quality, always followed by the excellent staff of the Knights. We especially appreciated the opportunity for guests to engage personally in the preparation of cocktails to drink or serve to friends 082
Well, if you can ( with difficulty ) to come out from the Imperial Club, the hotel reserves the surprises are endless. Among these, the SPA is especially nice with turkish bath, sauna, indoor pool and Jacuzzi, with free access for all customers and Imperial allowed at a low price to other customers of the structure. The summer season also offers an outdoor swimming pool (in fact , the two outdoor swimming pools, complemented by a Jacuzzi). The dedicated staff in white uniforms , welcomes you sistemandovi the bed with a soft mattress and cozy , in the position you prefer.
When you go ( we’re sure you will reluctantly) or when you arrive, while the receptionists deal with the check in , lift up your eyes and look around . Paintings and marble will make you feel the grandeur and warmth of the place you are or where you are greeted upon arrival . In the first case will return to fail. In the second , you are embarking on an experience that will not leave you some easily. And come back, we are sure you will come back . It is said that those who come to Rome and throws a coin into the Trevi Fountain to return . Even those who come back to the Hilton , I assure you ! Ah , we know that is not called Hilton, name it had acquired when the grandfather of Paris became the owner . We know that is called Rome Cavalieri . But we also like to remember him . Congratulations to the Rome Cavalieri and all the staff for the 50th anniversary!

Viaggiare con l’aiuto di un Personal Food Advisor/Travelling with help of a Personal Food Advisor

Special Keyboard - HelpIl cibo e l’arte culinaria possono essere un viaggio. Nel viaggio. A chi di noi (golosi) non è mai capitato, in prossimità della partenza per una meta sconosciuta, di mettersi in rete a cercare informazioni sui cibi tipici della zona che avremmo visitato, con le solite domande che frullavano in testa: “chissà cosa si mangerà? Quali saranno i piatti tipici? Sarà caro?”. Queste domande spingono sempre il viaggiatore a documentarsi, per arrivare preparato al momento del test con il cibo locale. Il fiorire dei blog come il nostro ha, senz’altro, agevolato la diffusione di informazioni attendibili, perché, quasi sempre, sono scambiate fra chi un certo luogo lo ha davvero visitato, da chi nel tal ristorante ha davvero cenato, e riporta le piacevoli esperienze vissute o i disagi affrontati. Sicuramente, orientarsi fra le innumerevoli offerte di un luogo che non si conosce è difficile. Immaginiamoci un turista che vuole visitare la Città Eterna, la nostra bellissima Roma.notte Romana Cosa fa? Senz’altro prepara un meticoloso piano per sfruttare al meglio le giornate di permanenza, riempiendole con il maggior numero possibile di monumenti e punti di interesse da vedere. Il Colosseo, Fontana di Trevi, i Fori Imperiali, San Pietro e il Papa… Molte volte, si affida ad una guida locale che preparerà le tappe del tour, per il gruppo o per i singoli, con meticolosa precisione. Anche in campo enogastronomico si sta sviluppando questo modo di pensare, orientato a visitare i ristoranti tipici più conosciuti e dibattuti in rete o sulle guide. Si tratta di un lavoro meticoloso, quasi al pari di quello che è necessario per stabilire le tappe storico/culturali del viaggio. Sta prendendo forma, proprio per rispondere a questa esigenza, una nuova figura, formata sulle caratteristiche del cibo locale e dei luoghi tipici dove è possibile gustarlo al meglio. E’ una figura così nuova che, oltre ad essersi guadagnata una pagina intera sull’Herald Tribune, grazie alla penna curiosa di Jeff Gordinier, non ha ancora un nome ben definito. Jeff parla di “food sherpa”, cioè di veri e propri “santoni del cibo”, con un profilo culturale di esperti enogastronomici che lavorano nelle grandi capitali del mondo e sono a disposizione dei turisti, solitari o in gruppo, per accompagnarli alla scoperta delle tipicità locali come fossero monumenti o opere d’arte. Accaparrarsi i servizi di un food sherpa può essere abbastanza costoso. Orientativamente, si può arrivare anche a 75-100 dollari per persona o a 1000 dollari per un piccolo gruppo. Capite bene che si tratta, più o meno, del costo di una cena in un ristorante con tanto di stella Michelin. I pacchetti offerti possono includere anche il costo delle cene. I nuovi esperti enogastronomici sono presenti in tutti i continenti, soprattutto nelle città tradizionalmente culla di chef rinomati che, da soli, possono valere il viaggio. Come potrebbe, un food sherpa londinese, non programmare una puntatina da Nobu in Berkeley Street o uno romano una visita al tre stelle Michelin in cima all’Hotel Hilton, il famosissimo “La Pergola” nella cui cucina regna incontrastato Heinz Beck? La professione del food sherpa, che sta acquisendo importanza man mano che l’aspetto enogastronomico diventa centrale nella programmazione dei viaggi da parte dei turisti è il sogno di ogni food blogger, di chi scrive di cibo per passione: rappresenta l’unione dell’utile al dilettevole, la possibilità di arrotondare le proprie entrate accompagnando le persone a scoprire ciò che lo sherpa conosce benissimo e ama: la cucina e il cibo della sua terra. Se vi affidate ad un esperto, vi consigliamo di sceglierlo “autoctono”, cioè direttamente del luogo che andrete a conoscere. Probabilmente, se scrive di cibo da anni, sarà partito, come noi del resto, da un’indagine approfondita dell’offerta della sua zona. La conoscerà meglio di chiunque altro e saprà portarvi nei posti migliori e più caratteristici, evitandovi brutte sorprese e delusioni. Mentre scriviamo abbiamo avuto un’illuminazione. imagesSe le signore che arrivano in città cercano un “personal shopper” per destreggiarsi nelle vie dello shopping più famose, perché non deve essere lo stesso per chi presta particolare attenzione al cibo, considerandolo una parte imprescindibile del viaggio? Potremmo parlare di Personal Food Advisor, che ne dite? Un consulente personale in fatto di cibo, pronto ad accoglierci in ogni angolo della terra. Anche l’acronimo suona bene. PFA. Che ve ne pare? Di sicuro, posso dirvi che, se avessi avuto un PFA appena sbarcato all’aeroporto di Helsinki Vantaa, in Finlandia, forse mi avrebbe portato subito da Viola o da Aino, non dovendo vagare senza meta la prima sera, cercandomeli da solo a fatica. Lo staff ed io ringraziamo Jeff Gordinier e l’Herald Tribune per questo interessante spunto. Un’ultima cosa: se passate da Milano, meglio ancora in Provincia di Pavia, contattatemi. Sarò lieto di essere il vostro nuovo Personal Food Advisor, in breve il vostro PFA! Perché li chiamano food sherpa, ma adesso un nome più adatto lo potremmo avere trovato, no?

Travelling with a Personal Food Advisor

The food and the culinary art can be a trip. In the journey. Who of us (greedy) has never happened, near the departure for a new destination, to seek information on the net about the foods typical of the area to be visited, with the usual questions in mind: “I wonder what you eat? What are the typical dishes? Will be dear? “. These questions always pushes the traveler to obtain information, to arrive prepared at the time of the test with the local food. The flourishing of blogs like our has, of course, facilitated the dissemination of reliable information, because, almost always, those who are exchanged between a certain place has really visited by those who really have dined in this restaurant and gives the pleasant experiences or difficulties faced. Surely, navigate through the many offers of a place that you do not know is difficult. Imagine a tourist who wants to visit the Eternal City, the beautiful Rome.  Fontana di treviWhat does it do? Certainly prepare a meticulous plan to make the most of the days of stay, filling them with the greatest possible number of monuments and points of interest to see. The Colosseum, the Trevi Fountain, the Roman Forum, St. Peter and the Pope … Many times, relies on a local guide who will prepare the stages of the tour, the group or individual, with meticulous precision. Also in the food and wine is developing this way of thinking, oriented to visit local restaurants most popular and debated in the network or on the guides. It is a meticulous, almost equal to what is needed to establish the important historical / cultural trip. Is taking shape, in order to respond to this need, a new figure, formed on the characteristics of local food and typical places where you can enjoy it at its best. It’s a figure so new that, in addition to having earned a full page Herald Tribune, thanks to the Jeff Gordinier’s curious pen, a name has not yet well defined. Jeff talks about “food sherpa”, that is true “holy men of food,” with a cultural profile of food and wine experts who work in the great capitals of the world and are available to tourists, solitary or in groups, to accompany them to the discovery of local features as if they were monuments or works of art. Gaining the services of a food sherpa can be quite expensive. As a guide, you can also get to 75-100 $ per person or  1,000 $ for a small group. You understand that it is, more or less, the cost of a dinner at a restaurant with a Michelin star. The packages offered may also include the cost of the dinners. The new food and wine experts are present in all continents, especially in cities traditionally the birthplace of renowned chefs who, alone, can be worth the trip. How could a food sherpa operating in London, not plan a detour from Nobu in Berkeley Street or a visit to a Roman bath three Michelin stars at the top of the Cavalieri Hilton Hotel, the famous “La Pergola” in whose cuisine reigns supreme Heinz Beck? The profession of food sherpa, which is gaining in importance as the wine and food aspect becomes central in the planning of trips by tourists is the dream of every food blogger, who writes about food for passion: it represents the union of profit pleasure, the possibility to round off its revenue accompanying people to find out what the Sherpa knows very well and loves: the kitchen and the food of his homeland. If you rely on an expert, you should choose “native”, ie directly in the place you are going to know. Probably, if writes about food for years, will party like the rest of us, by a thorough investigation of its supply area. Will know better than anyone else and will take you to the best and most characteristic, eliminating nasty surprises and disappointments. As we write, we had an epiphany. If the ladies who come to the city looking for a “personal shopper” to juggle in the most famous shopping streets, why should not it be the same for those who pay close attention to the food, considering it an essential part of the trip? We could talk about Personal Food Advisor, shall we? wineA personal consultant in food, ready to welcome us in every corner of the earth. Even the acronym sounds good. PFA. What do you think? For sure, I can tell you that if I had a PFA just landed at the airport in Helsinki, Finland, maybe it would take me immediately by Viola or Aino, not having to wander aimlessly on the first night, cercandomeli alone with difficulty. The staff and I thank Jeff Gordinier and the Herald Tribune for this interesting insight. One last thing: if you go to Milan, even better in the Province of Pavia, contact me. I will be happy to be your new Personal Food Advisor, in short your PFA! Why call them food sherpa, but now a more fitting name could have found him, right?